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    Certificati di rimozione della CO2 e mercato volontario

    Cosa bisogna fare per diventare partner di puro.earth e vendere i crediti di carbonio? Il mercato di puro.earth è separato dall' ETS europeo?

    Risposta a cura di Marco Luchetti, -

    Pubblicato il 19/01/2022

    Relativamente al portale puro.earth e le modalità di collaborazione con lo stesso, Assolegno sta portando a termine un memurandum of undestanding al fine di permettere alle imprese di interessate all'argomento di procedere a definire i propri certificati di rimozione della CO2 (definiti dal marketplace, con l'acronimo "CORC").

    In questo frangente il mercato è di carattere volontario e non rientra all'interno del segmento "ETS" regolamentato dalla legislazione Europea.

    Per completezza si precisa che attraverso la metodologia di certificazione concertata con Puro.earth viene definito per ciascun costruttore un iter che porta l'azienda stessa a contabilizzare per ciascun m3 di elemento strutturale in legno (posto in opera) un quantitativo in media di CO2 (espresso in kg) rimossa dall’ambiente (in ambito internazionale tali soggetti industriali prendono il nome di “carbon removal”). Tale processo certificativo si basa sulla derivazione di un bilancio di anidride carbonica, che in via semplicistica, può essere calcolato tra il volume di CO2 stoccata all'interno dei prodotti strutturali e quella emessa in atmosfera durante la fase di produzione e prefabbricazione delle strutture opache verticali, orizzontali e inclinate.

    Infine si precisa che nel presente ambito si tengono in considerazione esclusivamente quei prodotti aventi una vita nominale di almeno 50 anni, che coincidono appunto con assortimenti strutturali e che garantiscono appunto uno stoccaggio di CO2 di lungo periodo (come altresì indicato nei pertinenti codici di calcolo Europei e nelle stesse Norme Tecniche per le Costruzioni).