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    Quali caratteristiche devo prescrivere per un tavolato maschiato?

    Dopo molti anni di esperienza in cui ho sempre prescritto per gli assiti massicci C24 (eventualmente aggiungevo di conifera), questa volta un cliente molto "esigente" esige che il tavolato abbia, oltre alle caratteristiche strutturali (C24), importanti garanzie di stabilità nel tempo e che sia esente da formazioni di muffe e tarli. Quali caratteristiche devo prescrivere per questo tavolato maschiato (assito massiccio spessore 4 cm e 2 cm) in modo da soddisfare le mie esigenze strutturali e quelle desiderate dal cliente?

    Risposta a cura di Marco Luchetti, Assolegno

    Pubblicato il 16/04/2021

    Relativamente al tavolato con profilo maschio-femmina, si ricorda che tale assortimento (naturalmente prevendo lo stesso per uso strutturale) deve essere conforme ad uno dei seguenti criteri così come meglio specificato dal par. 11.1 delle NTC:

    • Marcatura CE secondo ETA (ottenuto attraverso l'applicazione dell'EAD 130196-00-0304 "Solid wood boards for flatwise structural use with overlapping edge profiles"), come da p.to C del par. 11.1 delle medesime NTC.
    • Qualificazione nazionale come da p.to B del par. 11.1 delle medesime NTC

    Ai fini di richiedere l'opportuna documentazione accompagnatoria si rimanda la lettura al par. 11.7.10.1.2 ("Forniture e documentazione di accompagnamento").

    La durabilità naturale, proprietà che esprime appunto la resistenza al degradamento biologico del materiale, varia anch’essa in virtù della specie legnosa e, in quelle a durame differenziato, è migliore nel durame rispetto alla porzione di alburno, grazie agli estrattivi contenuti nel primo. È bene sottolineare tuttavia che il legno non si degrada per il solo trascorrere del tempo ma per l’azione di un qualche agente esterno (biotico e abiotico).

    Cercando quindi di fornire spunti pratici al tema della durabilità si riportano le seguenti esempi circa le possibili correlazioni tra le classi di utilizzo espresse dalla UNI EN 335 e le classi di durabilità definite dalla UNI EN 350:

    • Classe di utilizzo 1 (Include tutte quelle realizzazioni (o porzioni di esse) dove l’umidità del legno è costantemente inferiore al 20% per tutta la durata d’esercizio. Nella classe d’uso 0 non vi sono le condizioni per un attacco biotico da parte di funghi (ad es. al coperto e in ambiente riscaldato): Tutte le specie legnose, durame e alburno

    • Classe di utilizzo 2 (Include quelle realizzazioni (o porzioni di esse) entro le quali l’umidità del legno è occasionalmente sopra il 20%; allo stesso tempo l’umidità relativa dell’ambiente di posa può superare l’85%. Entro tali condizioni di contorno sono possibili attacchi da parte di funghi e insetti - ad es. al coperto con rischio di inumidimento): Durame di Castagno, Cerro e Rovere non necessitano di trattamento preservante. Alburno e durame di Abete bianco, Abete rosso, Larice, Pino silvestre, Pino nero, Douglasia, Pioppo, nonché alburno di tutte le specie legnose potrebbero necessitare di trattamento preservante se in ambienti frequentemente umidi.*

    • Classe di utilizzo 3 (Include quelle realizzazioni (o porzioni di esse) entro le quali l’umidità del legno è frequentemente sopra il 20%; il legno è esposto direttamente alle precipitazioni atmosferiche (allo stesso tempo non è a contatto diretto né con il terreno né con l’acqua). Sono naturalmente possibili attacchi da parte di funghi e insetti (ad es. legname esposto alle intemperie): Durame di Castagno, Rovere non necessitano di trattamento preservante. Durame di Larice, Pino silvestre, Douglasia e Cerro potrebbero necessitare di trattamento preservante se in climi umidi e piovosi e/o se non protetti contro i ristagni di umidità e se non è assicurato il rapido deflusso delle acque. Alburno e durame di Abete bianco, Abete rosso, Pino nero, Pioppo, nonché alburno di tutte le specie legnose necessitano di trattamento preservante se non protetti contro i ristagni di umidità e se non è assicurato il rapido deflusso delle acque.*

    • Classe di utilizzo 4 (comprende realizzazioni dove il materiale legno si trova a costante contatto con l’acqua o terreno. L’umidità del legno è quindi da considerare sopra al 20%. Entro tale ambito è necessario considerare la sostituzione periodica degli elementi (in funzione della classe di durabilità così come espressa dalla UNI EN 350) causa lo sviluppo di carie a carico di funghi e attacchi da parte di insetti xilofagi (ad es. a contatto con terreno o acqua dolce): Durame di Castagno & Rovere potrebbero necessitare di trattamento preservante se non protetti contro i ristagni di umidità e se non è assicurato il rapido deflusso delle acque. Durame di Larice, Pino silvestre, Douglasia e Quercia cerro dovrebbero essere sottoposti a trattamento preservante ad eccezione di quegli elementi in cui può essere tollerato il degrado. Alburno e durame di Abete bianco, Abete rosso, Pino nero, Pioppo, nonché alburno di tutte le specie legnose necessitano di trattamento preservante.*

    • Classe di utilizzo 5 (In acqua di mare): Durame di Larice, Pino silvestre, Douglasia, Castagno, e Rovere dovrebbero essere sottoposti a trattamento preservante ad eccezione di quegli elementi in cui può essere tollerato il degrado. Alburno e durame di Abete bianco, Abete rosso, Pino nero e Pioppo, nonché alburno di tutte le specie legnose necessitano di trattamento preservante

    Naturalmente quanto indicato nella presente è una semplificazione e si consiglia al fine di prendere maggior consapevolezza del tame legato alla durabilità delle strutture (ottenuta attraverso l'impiego di specie a durabilità naturale migliore o attraverso la definizione di particolari costruttivi), la consultazione di pubblicazioni presenti sul sulla sezione del sito di Assolegno.it al seguente link: clicca qui